Sapersi orientare

La buona pratica: Il “Percorso Interattivo di realizzazione di percorsi cicloturistici” in Sardegna è un progetto che mostra come aiutare l’orientamento attraverso itinerari cicloturistici, grazie all’utilizzo della tecnologia.

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Da dove partiamo

La Sardegna con la sua rotta cicloturistica, fatta di 33 tappe per un totale di 1500 km attraverso tutta l’isola, offre al cicloturista un meraviglioso periplo che mette insieme gli itinerari più suggestivi con tutti i servizi necessari per un indimenticabile viaggio in bici in Sardegna. La domanda che tuttavia ci si è posti è se la Sardegna possa riuscire ad accogliere i cicloturisti nei suoi percorsi rurali, aiutarli effettivamente a comprendere quali possano essere le diverse opzioni di visita, senza mettere a rischio la loro sicurezza e supportandoli per evitare che si smarriscano. Con un ulteriore vantaggio: quello di trasformarli in ambasciatori del territorio rurale dell’isola.

Questo caso di studio usa “Percorso Interattivo di realizzazione di percorsi cicloturistici”, progetto promosso e portato avanti dal Consorzio Turistico Sa Corona Arrubia che riunisce vari comuni dell’Alta Marmilla, per mostrare come si possa, attraverso l’utilizzo della tecnologia, contribuire a creare degli itinerari cicloturistici dotati di servizi avanzati di supporto al turista che in questo modo può essere costantemente assistito circa l’offerta turistica, culturale, enogastronomica e ricettiva del territorio. Un orientamento a 360° finalizzato non solo ad evitare che il turista in bici possa smarrirsi ma soprattutto a renderlo consapevole dell’offerta turistica territoriale

 

Nota che il presente caso è stato costruito valendosi della iniziativa “Percorso Interattivo di realizzazione di percorsi cicloturistici” utilizzata a mero titolo si esempio. Quanto segue pertanto è stato impostato al solo scopo di studio. Quanto segue è stato impostato per comunicare in maniera pratica e intuitiva come si può in pratica aiutare il ciclo turista nell’orientarsi e nel fare in modo che egli, a sua volta, sia in grado di migliorare l’orientamento di quanti affrontano con lui l’esperienza di visita di un territorio in bicicletta.

 

Nasce il problema

Cercare sentieri inesplorati, andare in posti nuovi è l’essenza dello sport in bicicletta. Se pensiamo ad alcune specifiche discipline come, ad esempio, trail, all mountain o enduro il sentiero perfetto difficilmente si trova dietro casa. Esplorare e visitare posti nuovi è bello, finché non ci si perde. A tutti sarà capitato di perdersi in mezzo ai boschi e non c’è nulla di pericoloso finché si gira in zone abitate o con strade nelle vicinanze. Quando però ci si trova lontano dalla civiltà, in mezzo alle montagne o in posti difficilmente raggiungibili, perdere l’orientamento può essere pericoloso.

Il rischio è concreto: essere costretti a passare la notte all’addiaccio in alta montagna, con le temperature che possono scendere sotto zero, senza la dovuta attrezzatura è pericoloso. Allo stesso modo è importante saper comunicare la propria posizione con sufficiente precisione ad eventuali soccorsi in caso di incidente.

Nel ciclo-escursionismo e in montagna in particolare è decisamente importante sapersi orientare. Cosa significa sapersi orientare? Cosa è veramente necessario portare con noi per evitare di ritrovarci a vagare in mezzo alle montagne?

 

Questa buona pratica intende illustrare come fornire strumenti tecnologici al cicloturista possa rappresentare oggi la risposta alla sua esigenza di orientamento.

 

La Buona pratica di “Percorso Interattivo di realizzazione di percorsi cicloturistici”: servizi avanzati di supporto all’orientamento del ciclo turista

L’idea: sviluppare un sistema informativo tecnologico per aiutare il cicloturista ad orientarsi sul territorio.

La rete cicloturistica, che è stata realizzata sostanzialmente su una viabilità già esistente, prevede la possibilità di itinerari cicloturistici tra i paesi e più specifico per mountain bike, da svolgersi su strade sterrate con tratti di percorso particolarmente impegnativi o tecnici. Per la rete cicloturistica della Marmilla si individuano due punti di riferimento, dove è prevista la presenza di due Centri Operativi e di accoglienza dotati di uffici, parcheggi e spazio noleggio attrezzature (bici, caschi, ecc.) nonché punto di erogazione di servizi quali servizi di guida, docce, punto ristoro, ecc..

Questo il punto di partenza sotto il profilo infrastrutturale. Ma questo non basta!

Per affrontare in piena sicurezza le sue escursioni il cicloturista ha altre esigenze, particolarmente egli desidera essere messo nelle condizioni di:

  • Saper pianificare un itinerario da percorrere in bici.
  • Comprendere il grado di difficoltà di un itinerario.
  • Scoprire itinerari nuovi, anche non indicati dagli enti di promozione turistica.
  • Saper identificare i punti importanti in un determinato posto dove ci si trova per comunicarlo ad eventuali soccorritori.

Le domande che un cicloturista si pone prima di affrontare una escursione, soprattutto se si trova a dover percorrere percorsi ignoti, mai battuti, riguardano la sua capacità di riuscire a pianificare l’itinerario e di riuscire ad orientarsi sia per riuscire ad apprezzare al meglio le località visitate sia per potersi muovere in sicurezza:

-Sarò in grado di riuscire ad orientarmi in questo territorio?

– Esiste una segnaletica adeguata all’obiettivo?

– Quali strumenti (cartografie, navigatori, ecc.) sono disponibili?

 

Una delle più recenti evoluzioni che ha in qualche maniera cambiato il cicloturismo è la possibilità di avere con sé un GPS portatile con cartografia stradale: se fino a pochi anni fa era quasi indispensabile dotarsi di mappe cartacee (da comprare prima della partenza o acquistare in loco), per poi tirarle fuori al momento giusto, decifrarle e pianificare la “rotta” strada.

Oggi è possibile affidarsi al sistema satellitare che non solo individua in tempo reale la posizione, ma la mostra su una mappa digitale insieme ad un gran numero di informazioni e di possibili percorsi.

Certamente, l’uso del GPS toglie un po’ la bellezza dell’uso delle mappe cartacee, senza contare che ogni tanto è anche bello perdersi, chiedere informazioni ad un passante, e poi ritrovarsi da tutt’altra parte; del resto è innegabile che la comodità di avere cartine aggiornate e rinchiuse in una piccola schedina di memoria ci rende la vita notevolmente più facile e possiamo sfruttarla positivamente per il nostro viaggio.

Il navigatore “classico” che normalmente si usa in automobile non ha molto senso quando siamo in bicicletta: in viaggio raramente serve sapere qual è la strada più veloce per andare da “A” a “B”, e si può fare anche a meno delle indicazioni vocali. Quello che vogliamo è una mappa ben disegnata (con percorsi ciclabili, strade secondarie, altimetria), ed uno strumento che dica dove siamo e che possa magari registrare o seguire una traccia precedentemente scaricata o costruita.

Sapendo leggere bene questa mappa, si potrà decidere la “navigazione”, seguendo cioè le strade che sembrano migliori a seconda delle proprie necessità. Tuttavia, ci sono un paio di casi in cui le funzioni classiche del navigatore (“Svolta a destra!” e simili) ci possono tornare utili anche sulle due ruote:

  • quando stiamo attraversando una città e vogliamo raggiungere un posto preciso (ad esempio la stazione dei treni), e una guida vocale può aiutarci a muoverci nel traffico senza distrazioni;
  • quando siamo in luoghi davvero remoti e privi di punti di riferimento (come può essere un deserto), e dobbiamo seguire perfettamente una rotta per non rischiare di perderci.

Oggi esistono dei navigatori portatili studiati appositamente per l’escursionismo e la bicicletta, ma si possono raggiungere quasi le stesse prestazioni utilizzando delle app che trasformano lo smartphone in un dispositivo equivalente. L’unico vero limite del telefono è la durata della batteria: occorre cercare di consultare la mappa sullo schermo a “piccole dosi”, cercando di tenerla a mente per un po’ di tempo, fino alla successiva svolta; in questo, i dispositivi GPS classici sono certamente più affidabili. Si può in parte risolvere il problema dotandosi di una batteria aggiuntiva o un accumulatore per caricare lo smartphone via USB.

Per la navigazione in bicicletta abbiamo bisogno di poter consultare le mappe “offline”, cioè anche in assenza di connessione dati: così, se siamo all’estero oppure in una zona senza copertura, possiamo comunque consultare la cartina e capire dove siamo grazie al GPS.

 

Come farlo?

Per dare risposta a queste domande tutto il complesso degli itinerari è governato da un sistema telematico basato sulla connettività a banda larga diffusa nel territorio (punti hot spot wi-fi) che per il tramite della APP apposita (MyLand, disponibile per IOS e Android) oppure connettendosi al sito Internet del progetto (www.visitmyland.it), consentiranno ai cicloturisti di ricevere indicazioni precise sul tragitto, informazioni turistiche sui luoghi attraversati e di poter essere assistiti e monitorati digitalmente lungo tutta la pedalata. In tale ottica, l’individuazione di un soggetto gestore dell’intero sistema di fruizione cicloturistica del territorio risulta particolarmente strategica per l’ottimale riuscita e funzionalità complessiva dell’intera Rete. Il progetto infatti, coinvolgendo tutto il territorio della Marmilla, consente la valorizzazione e la fruizione del patrimonio culturale, paesaggistico e ambientale nella sua interezza. In particolare, l’azione mira a sviluppare un’offerta turistica sostenibile e di elevata qualità, nei periodi primaverili e autunnali, contribuendo alla destagionalizzazione dei flussi turistici della provincia.

La presenza diffusa di una rete Wi-Fi per l’accesso ad Internet a banda larga in mobilità e la copertura GPS nelle aree interessate costituisce la base infrastrutturale per la realizzazione di servizi ad alto valore aggiunto legati al supporto intelligente al cicloturista. I servizi – inseriti in ampio progetto di valorizzazione cicloturistica del territorio – sono orientati alla facilitazione della percorrenza ciclabile e l’attrattività del luogo da visitare: guide telematiche, oltre che cartacee, del sito interessato; servizi interattivi (touch screen e audio conferenza) e satellitari per l’orientamento territoriale e informativo-culturale all’interno dei poli d’interesse storico, culturale, monumentale, ma anche per l’indirizzamento del ciclo turista verso le strutture ricettive autoctone e per l’orientamento eno-gastronomico; servizi di assistenza tecnica per eventuali problematiche relative al funzionamento delle biciclette; servizi per la facilitazione di percorribilità e accessibilità rivolti alle persone diversamente abili o anziane con esigenze speciali.

Grazie a questa rete di servizi, il cicloturista viene messo in grado di interagire con il territorio, utilizzando due modalità principali: in primo luogo è possibile consentire l’impostazione del percorso, sulla base di specifici prerequisiti immessi dall’utente: valenza paesaggistica, valenza culturale, concomitanza con eventi, distribuzione dei punti di ristoro, locande e B&B, difficoltà “sportiva” dei tracciati, analisi tecnica delle difficoltà caratteristiche, lunghezza massima del percorso. Una volta impostato il percorso il sistema garantisce al turista un servizio di assistenza in tempo reale sugli aggiornamenti della viabilità, sugli eventi, sulle svolte e i percorsi alternativi.

Il sistema si base sull’utilizzo di mountain-bike collegate via radio a un Gps che ne dà continuamente l’esatta ubicazione. Un sistema quest’ultimo, che toglie il visitatore da qualunque problema, sia esso meccanico che fisico, perché immediatamente localizzabile e raggiungibile dai servizi di soccorso.

Oltre a supportare l’orientamento del ciclo turista, tale intervento dà vita a una serie di benefici per il tessuto economico-sociale del territorio: la stessa rete può rappresentare, attraverso l’offerta di servizi alle imprese e ai cittadini, una potenziale fonte di reddito e di benefici ulteriori a coloro che entrano a farne parte. Il progetto porta avanti inoltre un discorso di sviluppo che utilizza la sostenibilità e la cultura per valorizzare le aree rurali, provando a superare il digital divide che troppo spesso marca le differenze nei sentieri di sviluppo economici e sociali dei territori.

Infine

È un’iniziativa, pilota in Sardegna, di innovazione tecnologica grazie alla creazione di un software in grado di generare un itinerario personalizzato, in base alle preferenze del turista: punto di partenza, tipologia di bicicletta, valenza paesaggistica, valenza culturale, concomitanza con eventi, distribuzione dei punti di ristoro, locande e B&B, difficoltà tecnica e fisica, ciclabilità in salita e discesa, lunghezza massima del percorso.

I tragitti generati possono essere visualizzati direttamente sui dispositivi mobili o in alternativa stampati. La versione di stampa, secondo la tecnica del road book, contiene tutte le informazioni su lunghezza dei tratti, dislivello, punti di interesse, etc.

E in più, Myland, grazie alla totale copertura wi-fi per la connessione internet, offre la possibilità di avere costanti informazioni e aggiornamenti in tempo reale sui maggiori punti di interesse che si incontrano lungo il percorso, sull’offerta territoriale (cultura, eventi, enogastronomia, etc.), sulla viabilità, sulle svolte e i percorsi alternativi.

Il cicloturista è così in grado di interagire con il territorio e rimanere sempre connesso con l’esterno, anche grazie alla presenza di numerose zone hot spot con connessione Internet.

E sul web troviamo un video promozionale dell’iniziativa: https://www.youtube.com/watch?v=gdGNekGqEsc

Conclusioni

chi fa cicloturismo percorre anche 30/40/50 km al giorno. Gli itinerari raramente sono segnalati come per il trekking, è facile capire che perdere tempo a cercare la strada giusta, a chiedere (ammesso che nei boschi ci sia qualcuno) può farci tornare alla macchina a mezzanotte. Sbagliare strada non è detto si debba trasformare in un grosso problema ma può farci fare una strada asfaltata anziché il famoso singletrack di cui tutti parlano.

Chi ama esplorare posti nuovi dovrebbe studiare per giorni un percorso a tavolino, oppure dovrebbe trovare sempre qualcuno che lo accompagni. Per questo l’uso del navigatore significa:

  • disporre di molte informazioni durante la gita, come riuscire a trovare l’acqua. O sapere quanto manca al rifugio. O quanto è lunga la salita che stiamo percorrendo
  • In caso di problemi o emergenze si può tagliare il percorso e tornare alla macchina più velocemente…

In mancanza di navigatore, o in aggiunta a questo stesso, un territorio che mette a punto un servizio wi-fi che consente di avere costanti informazioni e aggiornamenti in tempo reale sui maggiori punti di interesse che si incontrano lungo il percorso, fornisce al cicloturista un sistema di orientamento a 360 gradi e la effettiva possibilità di fruire del territorio nella sua completezza.

Tuttavia, come per tutta la tecnologia è importante essere coscienti che gli strumenti elettronici in generale rappresentano solamente un ausilio e un aiuto, anche molto importante, ma non devono mai sostituire la nostra intelligenza e vanno integrati con altri strumenti di conoscenza:

  • studiare “culturalmente” un itinerario, vale a dire chiedersi dove sto andando, come devo muovermi e perché mi trovo in quel luogo
  • studiare accuratamente la cartina topografica del luogo dove si svolge il percorso ed anche una cartina più generale per inquadrare ‘sistematicamente’ quel luogo
  • se l’escursione è complessa, o ancor di più se si sviluppa in più giorni, durante la fase di studio, in una cartina o con strumenti informatici (esempio con Google Earth) occorre prendere degli appunti cartacei sui punti di riferimento e su luoghi e località circostanti
  • nelle escursioni, sia ciclistiche sia escursionistiche, portare sempre una carta topografica funzionale alla tipologia di utilizzo.

Approfondimenti

  1.  Alcune nozioni di base sul gps

Il gps (global positioning system – sistema di posizionamento globale) è ill sistema di posizionamento globale di navigazione basato su una “costellazione” di satelliti, 24 per l’esattezza che furono messi nello spazio dalla difesa degli u.s.a. diversi anni fa. Inizialmente utilizzati per scopi prettamente militari, dagli anni ’80 questo sistema è stato reso utilizzabile anche per scopi civili.

Per la bicicletta possono andar bene sia i modelli da escursionismo-trekking o quelli specifici per bici, di dimensioni più ridotte e più compatti. Entrambi i tipi sono comunque molto pratici e maneggevoli, si montano in genere sul manubrio, per avere sempre ben visibili tutte le informazioni sullo schermo mentre si viaggia

Generalmente il dispositivo ci permette di visualizzare, calcolati in tempo reale, la direzione di marcia, la velocità, il tempo in movimento, l’altitudine, ecc. I waypoint sono informazioni importanti che possiamo memorizzare durante la marcia (ad esempio si marca un bivio, un punto di ristoro, un valico alpino, ecc), di solito vi si accede dal menù principale del ricevitore. Un’altra funzione presente sulla gran parte dei modelli è quella riguardante la creazione dei punti d’interesse (poi point of interest o pdi in italiano). I poi possono essere monumenti, hotel, altre strutture ricettive, servizi, ed altre informazioni, si possono creare mentre si viaggia oppure scaricare sul computer dal web e trasferire al dispositivo via collegamento usb. I modelli più costosi ed avanzati hanno una bussola elettronica interna, una mappe molto dettagliate con curve di livello, strade, sentieri e così via.

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Con un cavetto usb si può collegare il dispositivo al computer, per poter poi importare in programma apposito, la traccia che è stata registrata, insieme ad altri eventuali informazioni, come i waypoints (a cui è possibile abbinare un simbolo grafico). Questa traccia viene importata, talvolta in automatico, non appena il dispositivo è riconosciuto dal software. Essa è modificabile con programmi quali come garmin base camp, garmin mapsource, compe gps, solo per citare i più “famosi”. In questo genere di software è possibile caricare una mappa 3d. Esistono poi una serie di convertitori dei vari formati, sia come applicazioni che on line in siti internet dedicati. La traccia può essere salvata, una volta elaborata, in vari formati (quelli più diffusi relativi alla pratica dell’escursionismo a piedi o in bici sono .gpx – per i dispositivi – o kml per google earth). Entrambi i formati possono essere importati nell’applicazione google earth, che tramite la mappa 3d ci dà un’idea realistica del tracciato percorso.

Una volta elaborato il file, salvato nel formato .gpx o .kml, è possibile caricarlo nel portale

Per approfondimenti ulteriori sul sistema gps consulta:

www.cicloturismo.com/tutorial%20gps.pdf

http://www.magicoveneto.it/hobbies/orienteering/mv-2011-corso-base-gps.pdf

www.garmin.it

www.compegps.com

www.gpsvisualizer.com

http://earth.google.com/intl/it/

http://www.forumgps.it/

http://www.poigps.com/

 

  1. Georouter: un sistema innovativo per la gestione di reti di percorsi a piedi e in bicicletta

http://www.slideshare.net/ilmovimentolento/itineraria-il-webgis-georouter?qid=1a785dad-190f-4bbb-9a88-95f69b1d2ca7&v=default&b=&from_search=54

Un esempio di potente gps in grado di gestire vaste reti sentieristiche e ciclabili, con funzioni simili a quelle dei più diffusi siti commerciali ai quali si accede per pianificare i viaggi in auto. Si tratta del sistema georouter, un potente web-gis in grado di gestire vaste reti sentieristiche e ciclabili, con funzioni simili a quelle dei più diffusi siti commerciali ai quali accediamo per pianificare i viaggi in auto. Infatti, se i servizi web commerciali possono calcolare percorsi solo sulla rete stradale ordinaria, anche quando si sceglie il mezzo di trasporto “a piedi” o “in bicicletta”, georouter invece è in grado di calcolare il percorso più breve tra due o più punti anche “fuoristrada”, ovvero su reti sentieristiche o ciclabili, e generare itinerari personalizzati dall’utente, che può:

  • Visualizzare il percorso su mappe interattive on line;
  • Esportarlo in 3d su google earth;
  • Stampare la mappa scegliendo tra vari tipi di base cartografica (ad es. Google, bing, open cycle);
  • Stampare le caratteristiche tecniche (lunghezza, dislivelli, tipo di fondo, ecc.) E il road book con la descrizione dettagliata bivio per bivio;
  • Scaricare la traccia gps.

Il sistema localizza inoltre le risorse (punti d’interesse, strutture ricettive, ecc.) Che si trovano entro una certa distanza dall’itinerario. Una funzione molto gradita da chi viaggia a piedi e in bicicletta, che non si può allontanare troppo dal percorso più breve.

Georouter è stato scelto dalla regione lombardia per la gestione cartografica della rete “lombardia in bicicletta”, che con i suoi 3600 km è la più vasta rete ciclabile italiana gestita tramite un web-gis.

Vari canali già attivi sono stati commissionati dalla regione lazio, dal sistema turistico po di lombardia, dalla fondation grand paradis, dalla costa toscana, dall’apt della maremma, dal gal oglio po, dalla comunità montana lario orientale e valle san martino, e altri sono in corso di fornitura.

http://www.itineraria.eu/it/page/itineraria/georouter/

Ed ecco la piattaforme dedicata alla rilevazione e stampa di percorsi ciclo-pedonali dei territori delle quattro province del sistema turistico po di lombardia (pavia, lodi, cremona e mantova) e della provincia di savon che utilizzano il sistema georouter.

www.cicloturismo.podilombardia.it

http://itinerari.provincia.savona.it/it/sv/georouter/

 

Per chiudere devi sapere che ….:

I sistemi di navigazione on line per orientarsi in bicicletta presentano, in linea di massima, elementi di favore e di sfavore.

A favore:

  • Ridurre al minimo il rischio di perdersi
  • Poter percorrere itinerari nuovi a colpo sicuro e in sicurezza
  • Conoscere punti di ristoro e informazioni utili
  • Sapere sempre la propria posizione rispetto al territorio
  • Organizzare escursioni nei minimi dettagli a tavolino
  • Avere un’idea chiara del tempo minimo e massimo di percorrenza

A sfavore:

  • Non utilizzare più la propria testa per orientarsi
  • Dipendere da uno strumento tecnologico in un momento in cui forse si vuole pensare a tutto meno che a computer, batterie, cavi e cavetti
  • Entrare in un tunnel aggrovigliato di formati, mappe digitali, tecniche di calibrazione e chi più ne ha più ne metta.

 

Quiz

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1.Per il cicloturista orientarsi è un’attività:

Correct
Incorrect

2.Quale è l’effettivo vantaggio di un sistema wi-fi territoriale per il cicloturista:

Correct
Incorrect
  1. Le app e il sistema di wi-fi territoriale hanno gli stessi limiti e le stesse opportunità rispetto al GPS
Correct
Incorrect
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